JAN TSCHICHOLD



Jan-Tschichold

Jan Tschichold nacque a Lipsia il 2 aprile 1902m e morì a Locarno il 11 agosto 1974 è stato un tipografo,  scrittore, designer e insegnante, fu tra i principali teorici della tipografia e della progettazione del libro del Novecento, Jan Tschichold scrissse  molte opere tra cui spicca il saggio del 1928 “Die neue Typographie”.

Gli studi di Jan Tschichold
Jan Tschichold nasce nell'aprile del 1902 con il nome di Johannes Tzschichhold da Franz Tzschichhold e Maria Zapff.
Suo padre, di origini slovacche, fu un artista calligrafo e disegnatore di insegne a Lipsia.

In quegli anni Lipsia è una dei centri più importanti della Germania per l'editoria, la stampa e il design di caratteri tipografici.
Lipsia  aveva e ha anche un museo dedicato alla stampa, nel “Buchgewerbehaus”:
qui Jan Tschichold scopre ed impara a conoscere e amare la tipografia classica.
Nel 1914, a 12 anni, Jan Tschichold visita la mostra “Bugra”  che espone una panoramica del disegno editoriale tedesco .
L'esperienza influenza profondamente il ragazzo, che decide di diventare professore di illustrazione.

Convince il padre, che lo vorrebbe insegnante d'arte, ad assecondarlo nella sua scelta.
Jan Tschichold, si trasferisce quindi a Grimma, vicino Lipsia, dove inizia gli studi.
Diventa allievo di Walter Tiemann all'" Akademie für Grafik und Buchproduktion ( Accademia per le Arti Grafiche e la Produzione di Libri) e, nello stesso periodo, studia calligrafia con Hermann Delitsch.
Jan Tschichold, Approfondisce inoltre la materia studiando “Unterricht in Ornamentaler Schrift” di Rudolf von Larisch e anche “Writing & Illuminating & Lettering”, di Edward Johnston.
Johnston è considerato, insieme a Rudolf Koch il padre della calligrafia moderna e le sue opere hanno grande influsso nella Germania di quegli anni.

Questa formazione di artigianato artistico e calligrafia differenzia Jan Tschichold dalla maggior parte dei suoi colleghi contemporanei, che studiano architettura o belle arti.
 Inoltre ha buona padronanza del latino: questo gli permette di studiare con agio la tipografia classica.
Prosegue gli studi a Dresda alla scuola di arti e mestieri.



1920 Jan-Tschichold all' Akademie für Grafik und Buchproduktion



I primi anni lavorativi di Jan Tschichold e il contatto con il Bauhaus
Jan Tschichold completa gli studi e inizia a lavorare come freelance per le fiere di settore che si tengono a Lipsia, per le quali studia annunci pubblicitari
Dal 1921 al 1923, inoltre, lavora come assistente di Delitsch insegnando calligrafia in un corso serale presso l'Accademia di Lipsia.
Nel 1923 inizia a collaborare con la stamperia Fischer & Wittig e le case editrici Insel-Verlag e Philobiblon, di Varsavia.

Nel 1923 si reca a Weimar a visitare la prima mostra del Bauhaus .
Questa mostra risulta un evento cardine nella vita di molti artisti e designer dell'epoca.
Per Jan Tschichold è una rivelazione.
Conosce qui le opere di Walter Gropius, di Ludwig Mies van der Rohe, DI Oskar Schlemmer, di Wassily Kandinsky e di Lázló Moholy-Nagy.
In breve tempo Jan Tschichold, scopre anche le opere del grafico olandese Piet Zwart, di Kazimir Malevich, di El Lissitzky e di Alexander Rodchenko.
Jan Tschichold comincia presto ad incorporare nel suo lavoro gli spunti ricavati da questi artisti fondendo insieme il Funzionalismo del Bauhaus, le teorie del De Stijl olandese e il Costruttivismo russo.
Jan Tschichold ha grande ottimismo per gli sviluppi culturali innescati dalla rivoluzione russa.
Per questo cambia il suo nome proprio in Iwan Tschichold.

La Die Neue Typographie
Questo termine viene usato per la prima volta da Moholy-Nagy nel 1923: è il titolo dell'articolo che scrive per il catalogo della prima mostra del Bauhaus, per indicare un nuovo modo di intendere l'uso del carattere tipografico e dell'impaginazione secondo principi di funzionalismo e modernismo.

Per capire la portata dei principi della Nuova Tipografia è necessario considerare alcuni aspetti,
che oggi possono risultare poco immediati:
.al tempo i caratteri tipografici più in uso in Germania erano i caratteri gotici che Gutenberg ,nel 1452, aveva usato per la sua Bibbia,.
.L'impaginazione era simmetrica e fortemente statica.
.Il fatto che questi caratteri fossero vecchi, difficilmente leggibili e scarsamente funzionali o che l'impaginazione fosse inadeguata alle necessità comunicative o commerciali del prodotto non era un problema preso in considerazione.
.Allora ,era fortemente diffusa l'illustrazione  e non la fotografia.
Questa, evidentemente, non rappresentava fedelmente il prodotto, ma ne forniva una interpretazione più o meno aderente alla realtà.
.La radio non era fortemente diffusa e la stampa era l'unico mezzo di comunicazione di massa, nonché l'unico mezzo pubblicitario vero e proprio.

Rivoluzionare il modo di impaginare e i caratteri tipografici da usare equivaleva a rivoluzionare un intero sistema comunicativo e promozionale.
Il Confronto fra caratteri tipografici tedeschi gotici e bastoni.
Dall'alto i caratteri tipografici: il“Tannenberg halbfet”, di Erich Meyer del . 1935, il “Zentenar-Fraktur” di F. H. Ernst Schneiders del 1939 e il “Futura” di  Paul Renner del 1927.
Il "Futura" fu uno dei caratteri prediletti della Nuova Tipografia.
Con i principi della Nuova Tipografia, essenzialmente, si inizia a impaginare con criteri moderni, dando prevalenza all'uso della fotografia, dell'impaginazione asimmetrica e dinamica e dei caratteri bastoni al posto dei gotici o graziati.
Tutt'oggi il design grafico rispetta quelle regole e quella visione, sebbene questa si sia ampliata e arricchita di numerosi contributi negli anni successivi.

L'inserto di “Elementare Typographie” di Jan Tschichold
Nel 1925 Jan Tschichold viene invitato a scrivere una parte del numero di ottobre della rivista “Typographische Mitteilungen” e progetta per l'occasione l'inserto speciale della pubblicazione:”elementare typographie”.
L'inserto è interamente dedicato alla nuova tipografia ovvero la “Die Neue Typographie”.
L'inserto è stampato in rosso e nero e spiega nel dettaglio i principi della nuova tipografia e del nuovo design grafico ad uso dei professionisti del settore: stampatori, tipografi e designer di font.
L’ inserto presenta inoltre alcune opere di vari artisti dell'epoca tra cui i designer d'avantguardia Max Burchartz, Johannes Molzahn, Lázló Moholy-Nagy, Herbert Bayer, Otto Baumberger, El Lissitzky e diverse opere di artisti De Stijl.
L'inserto viene distribuito in 20.000 copie, si pone in netto contrasto con lo status quo editoriale del tempo e rende il giovane Jan Tschichold conosciuto e famoso.

L’inserto di Iwan Tschichold “Elementare Typographie” è, di fatto, il manifesto di un modo nuovo di comunicare.
 I  suoi principi esposti sono:
.La funzionalità come scopo essenziale della nuova tipografia.
.La forma deve essere al servizio del contenuto.
.La comunicazione deve avere la forma più breve, semplice e avvincente possibile
.La tipografia deve avere uno scopo sociale
.È necessario usare il minor numero di elementi possibili quali termini di caratteri, numeri, segni, linee, eccetera  e la fotografia al posto dell'illustrazione.
Questo perché la fotografia viene considerata un mezzo preciso e realistico.

Il periodo di Monaco e le prime difficoltà politiche di di di Jan Tschichold
Il 31 marzo 1926 Jan Tschichold sposa Maria Mathilda Edith Kramer, che ha studiato come giornalista.
Nel 1927 Iwan come si chiamava allora Jan Tschichold e Edith Kramer hanno un figlio, che purtroppo muore a soli 6 mesi.

Nel 1926 Iwan Tschichold e Paul Renner vengono accusati di essere bolscevichi da due giornali di settore.
È probabilmente per questo che i due vengono in contatto diretto.
Paul Renner diventa direttore della Scuola professionale di arti grafiche di Monaco “Munich Grafische Berufsschule”
Qui ha avuto incarico di organizzare un nuovo corso di studio e un nuovo istituto: la ”Meisterschule für Deutschlands Buchdrücker”.
In giugno Paul Renner ottiene per Iwan Tschichold  un posto di insegnante in tipografia e calligrafia alla ”Meisterschule für Deutschlands Buchdrücker”.

La famiglia Tschichold lascia quindi Berlino, dove la diffusione dei principi della Nuova Tipografia ha comunque incontrato una grossa resistenza, e si trasferisce a Monaco.
Edith Kramer ricorderà successivamente che entrambi fossero consapevoli che Monaco fosse una città molto conservatrice, ma lo avessero considerato un fatto di secondaria importanza.

Il clima politico comincia a dare segni di deterioramento: gli artisti che manifestano ammirazione per le avanguardie russe subiscono pressioni e il semplice avere in casa manifesti o pubblicazioni moderniste comincia a generare una serie di problemi.
Iwan Tschichold, come altri, ne ha diversi di manifesti e pubblicazioni moderniste che conserva come esempi di buon design.
Questo tuttavia rafforza la tesi che sia un bolscevico. I
In realtà, ricorderà Edith Kramer, la politica era difficilmente un argomento di conversazione in casa.

L'incarico di Iwan Tschichold alla alla ”Meisterschule für Deutschlands Buchdrücker” solleva una serie di obiezioni di natura squisitamente politica.
Nei carteggi di Johann Popp, direttore della”Munich Grafische Berufsschule”, si esprime il sospetto che le tesi della Nuova Tipografia abbiano uno sfondo politico.
Poiché la ”Meisterschule für Deutschlands Buchdrücker” è stata fondata grazie alle donazioni delle conservatrici autorità cittadine la carriera di Iwan Tschichold incontra una serie di ostacoli.

Gli viene infatti negata la qualifica di Professore e resta un semplice docente.
Per tutti questi motivi nel giugno del 1926 Paul Renner convince Jan Tschichold a cambiare nuovamente il suo nome: da Iwan alla russa che Jan Tschichold aveva adotato in onore ai principi della Rivpvoluzione Russa, a Jan, dal suo nome di battesimo, Johann.

Nel 1928 Jan Tschichold  pubblica il primo libro “Die Neue Typographie”.
Il libro viene distribuito in tutta Europa e diventa libro di testo al Bauhaus.

Nel libro Jan Tschichold cita come esempio dei principi esposti le opere di Piet Zwart e di Filippo Tommaso Marinetti.
In aggiunta a quanto esposto nell'inserto a “Typographische Mitteilungen” del 1925, nel libro “Die Neue Typographie” sono sottolineati questi punti:
.L' impaginazione simmetrica è rigida e poco funzionale.
.Va evitata, in favore di impaginazioni asimmetriche e dinamiche, con titoli a lunghezze variabili
.L’ impaginazione va strutturata sulle direttrici di una gabbia sottostante, orizzontale o verticale, affiancando agli elementi spazi vuoti ben calibrati
.Gli spazi vuoti sono un elemento preciso e determinante del design
.Gli elementi geometrici come rettangoli, barre e filetti vanno usati perché rinforzano la struttura e aumentano la tensione e il dinamismo complessivo
.Gli unici caratteri che devono venire usati sono i bastoni, qui definiti come Grotesk, noto con questo nome in Germania.
.Questi caratteri vanno usati in pesi diversi, regolari, grassetti, corsivi, eccetera.
.La composizione a macchina è di determinante importanza nel design grafico e nella comunicazione.


Dal 1927 al 1933 Jan Tschichold viaggia in Germania, Austria, Cecoslovacchia, Svizzera e Francia promuovendo la Nuova Tipografia con mostre, conferenze e pubblicazioni.
Ciononostante durante questo periodo la maggioranza delle pubblicazioni continuano a venire prodotte in modo tradizionale.
Diversi incarichi commissionati allo stesso Jan Tschichold - soprattutto quelli per la “Insel-Verlag” vengono richiesti con caratteri gotici, ornamenti vari e impaginazione simmetrica.
Jan Tschichold non firma queste opere ed è evidente che le abbia considerate come meno rilevanti di quelle in cui poteva applicare in toto i nuovi canoni.

Il 4 gennaio 1929 nasce suo figlio Peter.
A partire dal 1930 Jan Tschichold comincia a staccarsi dalla pubblicità e a orientarsi al design editoriale.
Inizia a collaborare con l'editrice socialista “Der Bücherkreis”che spesso gli offre la più ampia libertà di progettare integralmente il libro che gli commissiona.
Qui Jan Tschichold ha la autentica opportunità di lavorare come desidera, creando il libro come un'entità complessiva in cui ogni aspetto è progettato in relazione con gli altri: tipi di carattere, impaginazione, formato, immagini, copertina, rilegatura.
fino al 1933 disegnerà per la “Der Bücherkreis” quasi 25 libri.

Dal 1930 al 1932 Jan Tschichold fu un autore prolifico e molto orientato alla divulgazione.
Pubblica diversi libri in questi anni, intesi per essere libri di testo: nel 1930 una lezione sul design di stampa in “Eine Stunde Druckgestaltung”, nel 1931 Lettering e calligrafia per i compositori in “Schriftschreiben für Setzer”e nel 1932 Typographische Entwurfstechnik (Metodo di design tipografico), nel 1932.”Eine Stunde Druckgestaltung” che è un proseguimento di “Die Neue Typographie” e ottiene risonanza internazionale.

Jan-Tschichold

L' Asociazione “Ring Neue Werbegestalte”
Nel 1928 nasce l'associazione Circolo dei nuovi designer pubblicitari “Ring Neue Werbegestalter” che riunisce, oltre allo stesso Tschichold molti membri della tipografia d'avanguardia tra cui Kurt Schwitters,  Max Burchartz,  Willi Baumeister, Walter Dexel e César Domela.

È in larga parte attraverso l'azione di questo gruppo che i principi della Nuova Tipografia vengono diffusi in tutta Europa.
Sebbene il font preferito dal gruppo fosse il Futura, Paul Renner non ne divenne mai un membro effettivo.



1930 Jan-Tschichold


Il conflitto con il nazismo
I nazisti arriveranno al potere in Baviera  nel 1933, ma nella città di Monaco, dove i Tschichold vivono, il loro influsso si avverte chiaramente già diversi anni prima.
La Moglie Edith Kramer ricorderà di avere visto un numero sempre crescente di vicini di casa vestirsi con la divisa delle SA e delle SS.

La famiglia decide quindi di trasferirsi a Berlino, dove Jan Tschichold ottiene una cattedra.
Lo spostamento, purtroppo, non risolve la situazione.
Si apprenderà successivamente che Edith Kramer e Jan Tschichold, erano già sotto osservazione a Monaco, spiati da vicini simpatizzati con il nuovo regime.
I nazisti considerano la coppia come altamente sospetta per una quantità di motivi grandi, piccoli e persino del tutto futili:
Ii loro mobili Bauhaus avevano attirato l'attenzione dei giornalisti per il loro essere "diversi", la coppia non usava, come era invece uso comune, tende alle finestre.



Jan-Tschichold nella sua casa a Berlino



Le loro aperte simpatie verso le avanguardie russe e lo stile del design di Jan Tschichold li qualificano per essere dei bolscevichi.
La grafica dei lavori di Jan Tschichold  sono una  "minaccia la moralità e la cultura tedesche" perché si discostava dalla tradizione germanica e dall'uso dei tipici caratteri gotici.

Complessivamente l'intero movimento del Bauhaus  e in generale tutte le avanguardie subiranno un analogo destino di persecuzione da parte dei nazisti:  Herbert Bayer, con notevole abilità diplomatica, riuscirà a trovare modo di restare fino al 1938, ma la maggior parte degli altri fuggirà ben prima dalla Germania.

Nel 1933 sei soldati delle SA cercano di arrestare Jan Tschichold a casa.
Non lo trovano e si limitano a sequestrare dei libri per bambini in russo.
Fortunatamente lasciano integri sia i mobili Bauhaus, sia un dipinto di Piet Mondrian.
Verso la metà di marzo il tentativo di arresto si ripete.
Poiché, nuovamente, Jan Tschichold  non è in casa i nazisti arrestano sua moglie Edith Kramer.

Il giorno successivo Jan Tschichold si presenta alle SA e si offre in cambio di  della moglie Edith Kramer
Viene quindi trattenuto, senza alcuna imputazione, accusa formale o processo, per ben 3 settimane. Immediatamente dopo il suo arresto, la scuola per la quale insegna lo licenzia.
Dopo quattro settimane di prigione Jan Tschichold riesce ad uscire grazie ad una amnistia e decide di rifugiarsi immediatamente a Basilea in Svizzera, dove arriva il 28 luglio del 1933 con moglie Edith Kramer e il figlio Peter.

Grazie alla sua fama e alle sue conoscenze riesce a trovare lavoro sia come professore, sia come designer, sebbene con alcune difficoltà economiche.


L’Autocritica di Jan Tschichold alla ”Neue Typographie”[
La relazione di Tschichold con l'Inghilterra iniziò prima del 1935, quando visitò Londra per la prima volta per una mostra delle sue opere

Nel 1935 Jan Tschichold pubblica uno dei suoi libri più influenti e diffusi: “ Typographische Gestaltung”:
"Le opere d'arte" astratta "sono sottili creazioni di ordine basate su semplici elementi contrastanti." 

Sebbene in questo libro Jan Tschichold continui a sostenere i principi della Nuova Tipografia, riconosce che lo stile impaginativo simmetrico ha ancora qualche merito.
Usa il Bodoni per il testo e si nota la presenza di altri font non esclusivamente bastoni.
Questi segni di ripensamento si concretizzano poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale quando Jan Tschichold comincia a mettere apertamente in discussione le sue stesse teorie.
Questo processo richiederà alcuni anni.

Nel 1959, in una intervista rilasciata a “Typography USA”, Jan Tschichold dichiara:
«Alla luce delle mie attuali conoscenze, fu una opinione giovanile il considerare i caratteri senza grazie come i più utili o moderni. (…) La buona tipografia deve essere perfettamente leggibile e, per questo, il risultato di una pianificazione intelligente. Caratteri classici come il Garmond, il Janson, il Baskerville o il Bellsono senza dubbio i più leggibili.»

Questa ritrattazione incontra diverse resistenze dai molti designer che avevano accolto i principi della Nuova Tipografia.
È possibile che Jan Tschichold abbia avvertito di aver esplorato e sperimentato a sufficienza quella corrente e volesse concedersi maggior elasticità creativa, o che più semplicemente sia stato influenzato dalle necessità del lavoro: la maggior parte dei suoi clienti sono e saranno, da questi anni in poi, case editrici scarsamente propense ad accogliere i principi della Nuova Tipografia.

Di fatto Jan Tschichold paragona le sue rigide prese di posizione giovanili al Fascismo e a certi atteggiamenti del Nazismo e per questo li ritratta:
«ho scoperto i più sconvolgenti paralleli tra gli insegnamenti della Nuova Tipografia e il Nazismo e Fascismo. Ovvie somiglianze consistono nella restrizione senza regole dei tipi di carattere (…) e la disposizione più o meno militaristica delle linee. Poiché non volevo essere colpevole di diffondere quelle stesse idee che mi costrinsero a lasciare la Germania, ho pensato di nuovo a cosa di tipografo dovesse fare (…). La Nuova Tipografia ha una attitudine totalmente militare."»


Gli ultimi anni
Nel 1942 acquiscise la nazionaltà svizzera nel Cantone di Basel, da allora il suo lavoro si svolse prevalentemente in Svizzera.

Dal 1947 al 1949 l'esperienza londinese presso la casa editrice “Penguin Books”, dove rinnovò la corporate image delle collane editoriali, copertine fasciate orizzontalmente - arancione per finzione, verde per criminalità, blu per biografia.



1948 Jan-Tschichold a Londra



Dal 1950 al 1954 a Basilea svolge la libera attività di desig tipografico



1963 Jan-Tschichold in una foto di Erling Mandelmann


Nel 1967 crea  la serie completa del suo un nuovo font, il”Sabon”.
In occasione del suo settantesimo compleanno nel 1972, scrisse il suo tributo in terza persona:
"Due uomini si distinguono come le più potenti influenze sulla tipografia del 20 ° secolo: Stanley Morison, che morì nel 1967, e Jan Tschichold"

Jan-Tschichold

1921 Jan Tschichold manifesto per la conferenza msu Emil Nodle del Prof. Dr, M. Suverhland Dirertore dei Musei für Kunst und Gewerebe di Am burgo organizzata dalla compagnia degli amici del Bielefelder kunshauses
 
1923 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione del Hausstellung per il staatlicher Bauhaus di Veimar
 
1924 Jan Tschichold catrolina promozionale per la fiera del Grasimuseum Wirtshaftsbund sachs kunthand vertier tenutasi a Liepzig
 
1925 Jan Tschichold manifesto per il 3° Nie Manda Kinder tenutosi al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1925 Jan Tschichold manifesto per il programma di musica e fim al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
       
1925 Jan Tschichold manifesto per il film "Gehtze Frauen" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1925 Jan Tschichold manifesto per il film "Orient Epresss" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1925 Jan Tschichold manifesto per per il film "Casanova" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
       
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
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1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
       
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
 
1925 Jan Tschichold pagina interna del suo libro e design editoriale di "Elementare Typografie"
       
1926 Jan Tschichold manifesto per il film con Buster Keaton "Der General" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1926 Jan Tschichold manifesto per il film "Die Hose" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1926 Jan Tschichold manifesto per la conferenza di Waler Gropius direttorem dsel Bauhaus di Dessau su "Neues Bauen" in un aula della Prackschue al n.2 della Prackstrasse dil Berlino
 
1926 Jan Tschichold manifesto perla "scule fur Tanzkultur" di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Laster der Mendchheit" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
       
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Die Frau Ohne Namen" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Die Kamliendame" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film" Kiki" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione internazionale del reclame contemporaneo" Graphische Werbekunst" alla Stadtische Kunstale a Mannheim 
 
1927 Jan Tschichold manifesto per le serie estratte dalla Lotteria di Muenchen
       
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Naccht der Liebe" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Piquedame" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Napoleon" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Napoleon" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 
1927 Jan Tschichold manifesto per per il film "Violantha" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
       

1927 Jan Tschichold copertina del catalogo per la fiera di pubblicità " merken sie bitter" alla  Ringmessehaus di Leipzig"

 

1927 Jan Tschichold retro di copertina del catalogo per la fiera di pubblicità " merken sie bitter" alla  Ringmessehaus di Leipzig"

 

1927 Jan Tschichold manifesto per la conferenza di Jan Tschichold sulla "Die Neue Typografie"tenutosi in un'aula della Graphischen Berufescule e organizzato dal "Biddeungevertìband der Deutschen Buchdrucken Ortsgrppe" di Munchen

 

1928 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione dell' opera grafica di Emil Nodle dipinti degli anni 1910-26 tenutosi al Wittellsbacher Palace di Munchen

 

1928 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione dell' opera grafica di Max Beckmann i degli anni 1920-28 tenutosi al Wittellsbacher alace di Munchen

       

1928 Jan Tschichold manifesto per il " Film Festwoken trunutosi al Rathaus Lichtspielen e di Munchen

 

1928 Jan Tschichold manifesto per tre serie di 76 fotografie : "fytro-auge" " Photo-eye" "oeil-photo" scelte da Franz Roh e Jan Tschichold

 

1928 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione dei 100 Disegni di Vicent Van Gogh di una proprietà privata olande tenutosi al Wittellsbacher alace di Munchen

 
1929 Jan Tschichold manifesto per per il film "Die frau ohne namen" al cine teatro Phoebus Palast di Berlino
 

1929 Jan Tschichold manifesto per tre serie di fotografie : "fytro-auge" " Photo-eye" "oeil-photo"

       

1929 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione dei Disegni a mano di una proprietà privata olande tenutosi al Wittellsbacher alace di Munchen

 

1929 Jan Tschichold manifesto per le due proiezioni del regista e film-macher Dsiga Vertothof " Kino-auge?" "uno dei più importanti giovani cineasti russisti ce ha accennato un tema importante" organizzato Filmbühne e dal Wittellsbacher Palace di Munchen

 

1929 Jan Tschichold manifesto per lla proiezione film " Johana Von Horleans"i del regista Carl Theodor Dreyer o trnutasi al Wittellsbacher Palace di Munchen

 

1930 Jan Tschichold copertina e dorso del libro di Roman Von Josef Lenhard "Mensch underm Hammer"

 

1930 Jan Tschichold copertina del libro"Ernst Motitz Arndt" per l' editice di Munchen A. Rupprecht

       

1930 Jan Tschichold designer del font "Iwan Reschniev"

 

1930 Jan Tschichold designer del font "Iwan Reschniev"

 

1930 Jan Tschichold designer del font "Iwan Reschniev"

 

1930 Jan Tschichold manifesto per l' esposizione di manifesti della collezione di Jan Tschichold "Plakate der Avangarde" tenutasi al Grapisches Kabinett Munchen

 

1930 Jan Tschichold copertina del catalogo per l' esposizione di manifesti della collezione di Jan Tschichold "Plakate der Avangarde" tenutasi al Grapisches Kabinett Munchen

       

1931 Jan Tschichold designer del font "Saskia"

 

1931 Jan Tschichold designer del font "Saskia"

 

1931 Jan Tschichold designer del font "Saskia"

 

1931 Jan Tschichold designer del font "Transito"

 

1931 Jan Tschichold designer del font "Transito"

       

1931 Jan Tschichold designer del font "Transito"

 

1931 Jan Tschichold brochure del font "Transito"

 

1931 Jan Tschichold designer del font "Zeus"

 

1931 Jan Tschichold manifesto per l'azienta di guanti Dornbusch di Charottemburg con il font "Zeus"

 

1932 Jan Tschichold copertina e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

       

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

       

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold pagine e design editoriale del libro Der Sieg" un libro dello sport

 

1932 Jan Tschichold manifesto del libro Der Sieg"

       

1932 Jan Tschichold piccolo manifesto del libro Der Sieg"

 

1933 Jan Tschichold manifesto per la mostra Chagall tenutasi alla Kunsthalle di Basel

 

1937 Jan Tschichold manifesto per la mostra Konstutivisten tenutasi alla Kunsthalle di Basel

 

1938 Jan Tschichold manifesto per la mostra "Der Berufsphotogrsph" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938 Jan Tschichold copertina del catalogo per la mostra "Der Berufsphotogrsph" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

       

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Balser Möbel-Wetteweberg" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Shulerarbeiten der Alllg.Geweberbeshle" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Die metallgewerbe" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Die Tish"la storia della sua costruzione e dei suoi usi" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Die Texilsammlung desGewebemuseum" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

       

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Der Brunnen" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938-1941 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Shűlerarbeiten der All. Gewerbeschule" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938 Jan Tschichold manifesto per la mostra su"Antiche Drucksachen" tenutasi all Gewebemuseum di Basel

 

1938 Jan Tschichold catalogo su Druk Nowoczsny

 

1941 Jan Tschichold copertina del libro "Goethews Briefe aus der Schweiz"

                 
                 
                 
                 

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